Critiche

“Maria C. Ventura è un caso molto speciale tra gli acquarelisti portoghesi.

 Anche se non si notano nelle sue pitture influenze della bella scuola portoghesa di acquarello... Maria C. Ventura tocca la difficile arte dell’acquarello con femminina delicatezza, soavità diró anche con raccoglimento, sentimentalismo e romantico lirismo. Di quel modo di esprimere le sue sensazioni e la sua visione del reale, risultano opere dove il sogno, la fantasia e la solitudine si indovinano. Ma, passo la parola ai critici italiani che, con tanta proprietà la hanno saputa  valutare...

Vasco Bettencourt Sampaio

“... La grande sensibilità con che l’artista Maria C. Ventura espressa la sua creatività, nasce da un lungo indagare interiore.

Il contatto con la natura, nei suoi frequenti viaggi, permettendole focalizzare rapidamente tutto quello che l’attira, filtrato dalla sua romantica emotività...”

Prof.Francesco Chetta

“...Maria C. Ventura esprime le sue emozioni con la tecnica dell’acquarello, rapida e semplice ma non per questo facile da realizzare. Le opere di Ventura riportano alla mente i grandi viaggiatori dei secoli passati, in quanto fa revivere  il Portogallo, dal punto di vista della realtà culturale tradizionale e ne esalta le vestigia architettoniche susseguitesi nel tempo...

La tematica di Maria C. Ventura non si esaurisce nei ricordi della sua terra, spazia anche in vedute medievali e rinascimentali  italiane: a tale proposito un acquerello lo dedica al Castello Baronale di Fondi, in una visione idealizzata, dagli stati d’animo romantici in un’atmosfera surreale, in cui gli unici esseri viventi che dominano la scena sono stormi di uccelli e tutto intorno regna un silenzio claustrale...”

Giuseppe Labate

“ Nel caos quotidiano dominato dal nostro cerebro, in cui i sensi pulsano in sordina ed i paesaggi sono deturpati dall’incoscienza ed avvolti da lugubri esalazioni, c’è ancora chi non obblia i valori principali di questa nostra esistenza e ci addolcisce con la propria arte semplice e sensuale; questa è Maria C. Ventura.

Dalla leggerezza dei suoi tratti notiamo la sua riservatezza ed il suo entrare in punta di piedi in questo mondo caotico e convulso; lo mostrano i suoi quadri dalle finestre socchiuse; le tendine di pizzo; i colori tenui mai forzati ed i cieli d’un chiarore che neppure il suo paese d’origine possiede.

I paesaggi silenziosi e soavi nei quali raramente appare l’essere umano, fanno traparire una certa solitudine dell’artista in terra straniera. Eppure l’uomo c’è, anche non mostrandosi sovente; e la sua presenza sono i panni stesi ai balconi (che danno movimento all’immagine) ed i vasi in cui fioriscono gerani e rosse bouganvilles.

Sono queste trasparenze silenziose che addolciscono l’occhio dei visitatori alle sue mostre, non affaticandolo mai, inebriandolo, e non scioccandolo; di romantiche sensazioni.

Anche l’ordine è per Maria una questione de vita e lo si comprende dalle sue abitudini e dal suo schematismo pittorico (ogni cosa al suo posto e nulla di superfluo che stoni).

Noi tutti poi la scopriamo ecologica ed ottimista. I suoi dipindi sono privi di elementi che deturpano in qualsiasi maniera i paesaggi o le viuzze dei borghi nei quali dove,  in realtà, può essercene assenza, ella immette oggetti decorativi e naturali, procurandovi una elegante e leggera metamorfosi.

Il suo ottimismo sprizza ad ogni passaggio di pennello nelle sue tele ed è questo messaggio che l’artista intende trasmettere al mondo; è la sua poetica, propria di uno spirito effervescente, ebrio di vita e consono ad un animo indomito e ribelle che non fa scempio dell’esistenza come fecero in passato correnti decadenti e pessimistiche, ma la esalta e la sublima con la sua propria pittura semplice e reale.

Altra curiosità che un attento osservatore può percepire, è il frequente ricorso della Ventura a ponti, volte e grandi arcate, simboli de distanze percorse ed ostacoli in gran parte superati dall’artista nella scelta di partire dalla propria terra natia:  ” il Portogallo ”.

L’ampiezza e la spaziosità di queste strutture evidenziano il suo ottimo adattamento alla sua seconda patria, ma è nella dolcezza dei tratti riguardanti gli scorci e gli angoli dei paesini italici che si nota la sua “saudade” per la città del suo cuore (Lisbona)  che ella ricorda spesso con incantevoli acquarelli...”

Claudio De Rocco

“Paesaggi stupendi, fiori delicatissimi, sbocciano sulle tele di Maria C. Ventura, la quale sa cogliere quegli attimi che non si ripeteranno più e fissarli in maniera così suggestiva da dare l’impressione che quei luoghi, quei piccoli borghi siano scaturiti dalla sua fantasia e non dalla realtà visiva quotidiana.

Eppure i suoi acquarelli riproducono scorci del nostro paese ma con una freschezza de colori e sfumature che lasciano spazio all’immaginario.

Molto presente poi, tra le opere ,la sua terra natale, il Pottogallo con scorci di Lisbona, Abrantes, Serra da Estrela, Coimbra e tanti ,tanti altri dai quali traspare la nostalgia per il suo paes natío e l’amore che nutre per esso e la porta ad essere qui in Italia,ambasciatrice della cultura e tradizione portoghese.

...La sua tecnica si è di tale modo affinata che ripdroduce albe, o tramonti con effetti cromatici sorprendenti e dà ai paesaggi marini trasparenze e giochi di luce sull’acqua veramente  da ammirare. Il fascino dei suoi dipinti sta nella simplicità che è alla base della sua vita, del suo animo così ingenuo e incantato da dare l’impressione che lei rinasca nel momento in cui ha ripreso a dipingere. Abbiamo de fronte un’artista che se affascia al mondo come un’adolescente e come tale, ha una carica di sensibilità e poesia da esprimere, che unitamente all’abilità tecnica dà vita a questi acquerelli meravigliosi. La Ventura trae spunto dal quotidiano e dalla natura ricavendo nuovi modi di riprodurre anche gli stessi angoli, sempre di maniera diversa,  visto cioé ogni volta con occhi nuovi o con diversa maturità e dimensione”.

Rita Muccitelli

“...La sognante espressione di un mondo reso intatto dalla cultura delle immagini, Maria C. Ventura descrive le paesaggistiche storie di una terra posta ai piedi dell’oceano, con la delicatezza del suo colorito acquarello...

...delicati paesaggi di un’acquarello ricco di personalità stilistiche memoriali...

... Le opere de Maria commentano i suoi sogni impressi durante e molteplici viaggi che alimentano la sua fantasia.

L’artista trae spunto anche dalle sensazioni emotive valutando il resultato espressivo dai contorni romantici e densi di sentimento...

...La delicata sintese espressiva di un’Artista che ha scelto l’incanto degli acquerelli per condurci nel suo mondo.   Maria C.Ventura alterna paesaggi e sensazioni, perché per lei, è respirare l’emozione del ricordo...”

Mariarosaria Belgiovine

Ma sopratutto è la critica di Italo Marucci che pone in evidenza la personalità e l’Arte di Maria C. Ventura:

“Nei suoi acquarelli Maria C. Ventura , traducendolo sul foglio di carta un proprio mondo incantato , a volte poetico, a volte ironico sentimental, racconta con immagini  il suo Portogallo , e l’Italia, che registrano lo svolgimento di un romanzo che in fondo è il resultato delle sue emozioni e della stessa vita Maria C: Ventura rivela un temperamento appassionato e poetico che trae spunto da ogni immagine paesagistica e trasforma il tutto in un evento fantastico : uno scorcio di Fondi, un tramonto a Sperlonga, un ricordo delle sua Lisbona, il tutto , grazie alla sua tecnica, viene trasformato in un evento cromatico.

Nelle opere di Ventura c’è un richiamo struggente, appassionato, alla paesagistica di fine secolo, e il registro del suo linguaggio ha qualcosa di patetico per il bisogno di evasione in una atmosfera dove i ricordi di certi luoghi sono le realtà più importante.

Fiori e paesaggi sono i generi che si alternano nei suoi fogli, ma è al secondo che rimane maggiormente legata, per quella propensione fondamentale che l’ha portata a vedere il paesaggio di pittura.

Nella veduta continua come ella la concepisce, cioè mettendosi in stato di attentissima osservazione davanti alla natura in posa, è come un rapporto continuo e nascosto fra l’affetto del animo e il paesaggio. Ne nasce quasi, attraverso la paziente scruttura pittorica, una sorta di quiete, di umile e appassionata elegia, sprigionata in silenzio dal contatto com quelle forme della più oggetiva realtà (mare, montagna, campagna).

I paesaggi sembrano accogliere una volontà di ricerca pittorica delicata e apprensiva, nel senso di un adeguadamento alle ragioni, sempre in svolgimento, di una pittura, che, non vuole ignorare i resultati dell’arte moderna.

Quella di Maria C. Ventura è un’arte di quelle che vogliono una scelta nella realtà e, conseguentemente una scelta decisa ed intransigente di modi  espressivi narrativi e paesaggistici: una poesia impegnata a dare la più integrale e concreta visione oggettivizzata della realtà, al di fuori dei compiacimenti formalistici decadenti e oziosamente intellettualistici.

In essa si incarna una presa di coscienza degli aspetti del reale (ambienti, personaggi, cose) che coglie il valore, la sostanza vitale e storica, di ciò che esiste attorno ed in un rapporto all’artista.

È un acquarello sobrio nel quale scattano i colori mediterranei della realtà, accolta nel suo immediato presentarsi; le forme plastiche dei palazzi no perdono alcuna definizione del loro vero essere soggettivo;  tutto è dominato  nella sintesi espressiva; le fratture, le opacità, diventano elementi di una visione poetica che non vuole imboccare i    sentieri della piacevolezza decorativa, né quello della programmatica illustrazione patetica.

Considerando il suo operato, si rivela subito al di là della tecnica acquarellistica,  quella che  è la natura dell’artista: un sentimento cordiale e vivo dell’episodio offerto dalla realtà, tradotto in un gusto semplice, quasi in tono conversativo

Instantaneità, dunque, ma non superficiale accenno incompiuto: capacità invece, di concludere un efficace racconto, fatto di segni e colori, un attimo della vita di ogni giorno; e perciò partepacipazione sensibile al mondo che si muove intorno a noi e al quale volente o nolente , apparteniamo anche, quando siamo artisti.

Un mondo che si è pienamente realizzato in termini figurativi, liberi da ogni convenzione e però del tutto rispettosi delle esigenze comunicative: perciò al rigore delle strutture corrispondono perfettamente i rapporti cromatici esaltati e dinamicizzati da una luce, che é per la pittrice (portoghese di nascita ) uma componente essenziale, atta a conferire alla realtà la magia di un sogno.”

ItaloMarucci

“Sono delle juste parole per una bella opera.”

Vasco de Bettencourt Sampaio

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